I vantaggi nell’utilizzo dei sovesci

Introduzione

La pratica del sovescio, antica ma estremamente attuale, permette di mantenere il terreno in condizioni ideali di fertilità, di strutturazione e di sanità.
L’utilizzo di sovesci studiati appositamente per raggiungere i diversi obiettivi, permette di “coltivare la soluzione ideale” per ogni esigenza.

 

 

Effetti benefici dei sovesci

  • Azione antierosiva sul suolo
  • Contrasto alla lisciviazione degli elementi nutritivi
  • Riduzione delle malerbe
  • Apporto di sostanza organica e nutrienti: una coltivazione di Rafano può apportare anche 140 Kg di N organico, migliorando decisamente la fertilità del terreno e l’attività microbiologica, l’utilizzo di leguminose aumenta il contenuto di azoto grazie alla fissazione di quello atmosferico.
  • Azione strutturante del terreno
    Se si utilizzano crucifere specifiche si ottiene anche:
  • Effetto nematocida e biofumigante: i glucosinolati presenti in queste crucifere hanno una ben nota azione abbattente nei confronti dei nematodi del terreno, in caso di coltivazioni biologiche, rappresentano l’unico mezzo di contrasto a questi parassiti, nel caso del DEFENDER, l’immediato interramento dopo la trinciatura permette anche l’azione fungicida (Biofumigazione).

Gli effetti di un sovescio garantiscono un miglioramento del terreno a lungo termine e contribuiscono in maniera significativa a migliorare la resa delle colture e quindi la redditività dell’azienda.

Le specie maggiormente utilizzate come sovesci appartengono alla famiglia delle crucifere, delle leguminose e delle graminacee.

Le crucifere comprendono il rafano oleifero, la senape bianca e la brassica juncea; sono particolarmente indicate per l’azione ristrutturante del terreno, dovuta all’apparato radicale profondo e fittonante, e per l’elevato contributo di sostanza organica al terreno che si traduce in un apporto di azoto fino a 140 kg/ha, che rimane a disposizione della coltura successiva, inoltre alcune varietà selezionate permettono di contrastare efficacemente le infestazioni di nematodi e funghi patogeni del terreno.

Tra le leguminose si utilizza il trifoglio, che grazie all’azotofissazione, favorisce l’arricchimento di questo elemento nel terreno, inoltre i residui colturali si degradano rapidamente una volta interrati.

Le graminacee sono caratterizzate, in generale, da un rapido accrescimento, un’abbondante produzione di massa verde, un incremento del contenuto in humus, dovuto al favorevole rapporto C/N, e un’efficace azione antierosiva, grazie all’apparato radicale fascicolato, si prestano inoltre alla coltivazione anche in terreni “poveri” e siccitosi.
Tra le specie utilizzate si preferiscono il loglio italico e l’avena strigosa, quest’ultima dotata anche di azione nematocida nei confronti dei nematodi del genere Pratylenchus.

Per completare il quadro delle specie da sovescio citiamo la facelia, che non appartiene a queste tre famiglie di piante, ma che è apprezzata per la sua rusticità, per la capacità competitiva nei confronti delle infestanti, ma soprattutto per le sue proprietà mellifere.

Miscugli

Il sovescio può essere fatto utilizzando un’unica specie oppure utilizzando miscugli di specie diverse, appositamente studiate per raggiungere obiettivi specifici e diversificati.

A questo proposito è stata costituita la nuova “linea Viterra”, che comprende una serie di miscugli creati per rispondere a qualsiasi esigenza dell’azienda nei confronti di questa importante pratica agronomica.